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Alcune società utilizzano espedienti per eludere il fisco, ad esempio dirottando i profitti verso paesi UE con tasse più basse. Le nuove norme UE metterebbero fine a tutto questo. Ieri, giovedì 15 marzo gli, eurodeputati hanno votato una proposta che stabilisce una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società 

(dall’inglese common consolidated corporate tax base o CCCTB) nell’Unione europea. La riforma si compone di due atti legislativi che renderanno più difficile per le multinazionali spostare i profitti nei paesi con basse imposte sulle società.

Il deputato francese Alain Lamassoure (Partito popolare europeo), relatore della legislazione sulla base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, ha accolto positivamente la decisione della Commissione europea diprendere di mira gli stati membri che adottano delle pianificazioni fiscali aggressive. Fra questi stati ci sono il Belgio, Cipro, l’Ungheria, l’Irlanda, il Lussemburgo, Malta e i Paesi Bassi.

 Per questo la base imponibile consolidata comune è importante perché “qualsiasi tentativo di fare una pianificazione fiscale aggressiva portando artificialmente i profitti in alcuni stati membri a spese di altri diverrà inutile” ha spiegato Lamassoure.

Paul Tang, deputato dei Socialisti e Democratici olandese e relatore per la base imponibile comune per le imprese (dall’inglese common corporate tax base o CCTB) ha dichiarato: “i leader europei stanno cominciando a capire che i sistemi attuali sono superati e danneggiano le imprese e i cittadini. È il momento di mantenere alta la pressione.”

La Commissione europea ha proposto l’attuazione dei due sistemi di tassazione, la base imponibile comune e la base imponibile consolidata comune da applicare in due fasi.

Nella prima fase si usa la base imponibile comune per le società (CCTB), cioè une serie di regole comuni per il calcolo dei profitti tassabili nei diversi paesi europei. Le multinazionali che operano in più paesi devono calcolare i profitti di ciascun paese in base alle regole nazionali.

Nella seconda fase, quella dell’imposta comune consolidata per le società avviene il consolidamento: la società mette insieme profitti e perdite calcolati nei vari paesi UE e raggiunge un singolo dato sui profitti netti da tassare. 

Una volta stabilita questa base per le imposte, il profitto totale viene comunicato nei vari paesi dove la società opera e le autorità fiscali tassano la quota secondo le proprie regole fiscali. 

“Il Parlamento ha introdotto un nuovo fattore che determina in che modo i proventi della tassazione vengono ridistribuiti fra gli stati membri” ha spiegato Lamassoure, responsabile delle regole per la fase due del processo, la base comune consolidata. 

Questo sistema amplia il tipo di beni societari sottoposti a tassazione. I dati personali sono una ricchezza che aziende come Facebook, Amazon e Google sfruttano e possiedono, ma che non sono al momento oggetto di imposte. “Abbiamo bisogno di una tassa digitale il prima possibile” Le nostre ricerche mostrano che nei prossimi tre anni perderemo €5,1 miliardi di entrate fiscali da parte di Facebook e Google. Dobbiamo cambiare le regole affinché il gioco sia giusto per tutti” ha dichiarato Paul Tang.

 

 

 

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